Avrei potuto essere un marinaio, se fosse stato così avrei tracciato la rotta che conduce i tuoi pensieri dalla riva all'infinito. Avrei potuto essere la verità che bussa alla tua porta in un giorno di primavera, e se fosse stato così avrei salvato l'amore dalla menzogna. A volte avverto il lezzo della paura emergere dal buio della notte e non posso fare altro che chiedermi quale sia il mio posto. Le lacrime spezzano il polveroso fascio di luce che filtra dalle serrande abbassate e il tuo nome riecheggia fra le pareti vuote, è qualcosa di simile a un tempio. Chiedo al mio odio di distruggere ogni cosa, ogni singolo frammento di un tempo andato disperde calore tra le vene e soffoca il cuore tra le spire di un serpente nero. Ho invocato la tua pazienza, ti ho chiesto di essere accondiscendente, ho curato gli equilibri mentali precari che dissuadevano il tuo fare gentile dalla consuetudine di un amore incupito dai colori spenti del tramonto. Avrei potuto essere la parola fiducia e riempire i giorni di verità, e invece sono la cicatrice delle tue colpe che attraversa il corpo dal cuore all'anima e ti lascia risplendere come una stella. Ho ancora un po' del tuo amore nella mia bocca, parti di te legate al peso dei miei dubbi, ancora un po' delle tue labbra su di me, giorno dopo giorno ti avvicini silenziosamente e lambisci con incredibile avvolgimento i resti del mio cuore. Infine è andata così, proprio come mi avevi detto: la vita prosegue facilmente sulla sua strada, ti volge le spalle e non le importa se tu stia facendo i conti con la sofferenza, perché ci sarà sempre qualche altro uomo in un qualunque dove, pronto a rapire le chiavi della felicità. Avrei potuto essere un libro, avrei potuto essere la risposta alle domande irrisolte, potrei essere qui e ora, sarei, dovrei essere, ma cosa? Purtroppo non mi è concesso essere complice dei sentimenti, la forza di gravità vincerà sempre e continuerà a scaraventarmi all'ombra del monte dal quale osserverò il gelido commiato che ci ha esiliato in due lati sbagliati del mondo. I poeti già conoscono le risposte ad alcuni perché: "il troppo è per poco e non basta ancora poiché arriva una volta sola". Come sempre nel cuore della notte dispiegherai con passione impietose verità e racconterai le delusioni di un amore arreso che leggerò con miserevole lucidità fra le pagine di un libro sbiadito dai dispetti del tempo. Non ho paura delle strada.. in fondo non c'è notte che non veda giorno.

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