Qualche scappatoia, qualche porta da aprire. Questo sentiero sembra il più buio ma spero sia il più breve, non ho mai creduto all’esistenza di Dio, ma se un giorno dovessi ricredermi gli chiederei di riportarti fra le mie braccia e di non farti mai conoscere le sofferenze dell’anima. Quando ti ho conosciuta era tutto più semplice e la vita scivolava via fra le carezze del mare e la nostra ingenua frenesia. Ci incontrammo all’ombra dei ciliegi, erano in fiore quando giurammo il nostro amore l’uno per l’altro. Una stagione seguì l’altra, l’inverno recise i fiori dai rami e ghiacciò i sentieri dei nostri cuori. L’inverno ci assalì come una tempesta che travolge ogni cosa, ti spazzò via lontana da me e mi confinò su oceani di ghiaccio. E mentre seguivo i battiti del tuo cuore disperdersi al di là del mare, ascoltavo le parole di conforto della mia anima, mi disse che con il tempo il cuore mi avrebbe ricompensato e che tutto mi sarebbe stato rivelato. Un’opportunità di calma, non chiesi altro al destino. Interi mondi sono stati costruiti sul dolore, grandi meraviglie sono state generate dai desideri. So che domani sarai in un altro dove, senza troppi perché, vivrai con qualcuno e avrai delle persone che sapranno darti più di quello che avrei potuto darti io. Se fosse solo una questione di fede, ora tra suppliche e preghiere probabilmente ti saresti materializzata qui e non avrei avuto nient’altro da chiedere ai miei sogni. Ma, non è così e non mi importa. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me, è così che appare il mondo. Tutte le cose vanno verso la propria fine, la luce alla nostra finestra è sempre più fioca e la candela illumina per un istante l’ultimo ricordo di noi. Ed è così meraviglioso nuotare fra le paure dell’anima e scoprire l’inaccettabilità del risveglio della vita. Dalla cima del monte su cui ora siedo per osservare il disgelo dall’era glaciale, provo a chiedermi: ”Eri tu quella che stavo aspettando?”. Ho sentito di un uomo che raccontava meraviglie, diceva: ”Chi cerca trova e chi bussa sarà fatto entrare”, dopo quella notte non ho più ritrovato la porta che avrei dovuto riaprire.
Vetro sul pavimento, sotto le mie scarpe: è questa la mia vita senza di te.

