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martedì 28 gennaio 2014

Grammatica della solitudine.

- C'è una fitta nebbia che mi impedisce di osservare le iridescenti strade dell'universo - pensò tra sé e sé il poeta. Quella notte la quiete dalla città svelava i suoni e i colori più intimi del mare, piccole carezze spumose disegnavano il tragitto luminoso dell'oceano, giunto al capolinea di un lungo viaggio. Fernando, da troppo tempo ormai trascorre la sua vita in silenzio, quasi come se ci fosse una parentesi a ostruire il passaggio tra lui e il mondo. -La notte dona ad ogni lacrima del poeta un senso, e accompagna il viandante alla ricerca del tragitto sotto il suo cielo immenso- sibilò Fernando vegliando l'orizzonte con la pazienza di un guardiano del faro.
Malinconico e solitario,  trascorre le giornate spiando la vita dalla finestra di casa, annotando con estrema cura le sfumature più nascoste in un diario costantemente aggiornato, e poi smarrirsi nel cuore della notte in monologhi al chiarore del cielo stellato. -Prima della malinconia c'è stata la spensieratezza, le carezze di mia madre, gli insegnamenti di mio padre, e la complicità puerile con mio fratello, il giardino dei miei nonni e le prime cicatrici sulle ginocchia. L'intimità mentale del fanciullo tra la gioia e l'ingenuità ha spalancato le porte dell'infinito attraverso una finestra che dà sull'inizio delle stelle-  così spezza il silenzio delle pagine vuote il poeta.
Le giornate annegano in un oceano di domande senza risposte, tutte maledettamente in ordine nella mente del poeta. - Se avessi avuto soltanto poche ore in più padre, ti avrei chiesto: come girano i colori ed i sapori della vita vera?-  si domandò in un tiepido dialogo con l'infinito. Fernando non ha amici, ed è per questo che confida l'intimità dei suoi pensieri al pallido chiarore della notte e fra le pagine di un diario, al riparo dall'impertinenza della gente. La finestra di Fernando è una finestra particolare, le sue imposte hanno un'apertura simultanea tra l'interno e l'esterno. Proprio come la sua vita: vissuta esternamente in una malinconica solitudine e progettata internamente in un rifugio dalle impressioni negative che si celano appena fuori la finestra. Il poeta si dibatte in un groviglio di pensieri ed emozioni, alla febbrile ricerca di una grammatica dell'esistenza. Affidare ad ogni emozione un colore, e ad ogni stato d'animo un suono attraverso una sinfonia. Un tiepido dolore ristagna fra gola e anima, egli scrive con la precisione del poeta che non si stanca mai, dando vita ai versi con soffi di pietosa carità. Fernando sogna che la notte sia il ripudio della realtà, e sente con  riprovevole nostalgia che quella condizione non le sarà accessibile. La notte avvolge tutto in un abbraccio di compassione e con morbida perfezione disegna il carezzevole soffio dell'amore che lambisce l'anima del poeta.