Steso su un tappeto di stelle guardo il mare, sembra un piccolo specchio blu da cui scorgere il riflesso del firmamento. La gente prova a nascondere la notte sotto le coperte, non ha mai visto lune, capito il senso del mare. Il tempo mi ha detto che sei giunta con l’alba, un’anima senza impronte come una rosa senza spine. Quando sei arrivata eri ancora addormentata fra le rive della spiaggia, eri stremata dal naufragio dell’animo. La schiuma delle onde pettinava con dolcezza i tuoi lunghi capelli neri. Mi sono seduto per terra vicino te e ho aspettato per ore il tuo risveglio, stanco per l’attesa mi addormentai di fianco a te. Al mio risveglio iniziai a camminare verso l’oceano, nessuna luna, nessun riflesso, soltanto tu fra le onde che mi sussurravi “ Per favore ricordati di me quando sarò andata via da qui..”. Le onde si infrangevano su di noi e la vita ci spingeva al di là del tempo. Lo specchio dell’anima non conosce riflesso, non conosce l’orgoglio o la vanità e non gli importa niente dei nostri sogni. Avrei potuto essere il tuo sostegno, oppure il tuo cielo. Sarei potuto restare accanto a te più a lungo. Oggi il mio viso è più chiaro, nessuna lacrima soltanto il cielo e le sue stelle, ma tu sei la stella che non cade e ritardi la mia guarigione. Ho visto soltanto lacrime amare sulla tua pelle, se me lo chiederai le asciugherò con la pazienza di chi sa curare le ferite del tempo. Un giorno navigheremo sulla linea immaginaria che divide il cielo dalla terra, ti proteggerò dal naufragio delle parole di questi anni sprecati. Ora sei il volo che dà forma e senso al flusso dei miei pensieri, dall’alto riesco a scorgere piccole navi senza motore in attesa di una risposta dal faro lontano, non lasciarmi sospeso in attesa di risposte che non vogliono arrivare. Attendo il silenzio della verità, seduto fra la gente aspetto che il mondo mi trafigga con i suoi pensieri, con le sue lacrime e i suoi metodi di vita. Piccole navi continuano a navigare senza risposte dai fari sempre più lontani, dicono che i marinai amino il silenzio del loro eterno emigrare. Il sonno della ragione mi ha detto che sei una rara scoperta, una cura che tarda ad arrivare per un cuore che non ha ancora imparato ad amare. Il tuo cuore è un oceano calmo e non basta una sola notte per poterlo attraversare, un giorno riuscirò a navigare fra le rotte del tuo mare e troverò la mia riva. Oggi trattengo il respiro, le tue rose sono ancora sul tavolo e aspettano la loro condanna con tiepido consenso. Fuori dalla finestra un aquilone spezza con leggerezza il cielo in due metà, cerca la strada che lo conduca al sole: hai mai sentito di quell’uomo che illustrava la via per trovare il sole? Forse dovremmo ascoltarlo, soltanto allora i dubbi si scioglieranno sotto il calore del nostro amore. Se chiudo gli occhi posso arrivare fin dentro i tuoi pensieri qualunque sia la distanza dai ricordi di ieri, dunque lascia tutte le strade che ti vogliono far diventare ciò che in realtà non vuoi diventare. Le stelle ti diranno di stare dalla mia parte e di continuare a dormire al riparo dalle tue paure. Stanotte il tempo mi ha detto di non chiedere altro, un giorno il nostro oceano troverà la sua riva.

