Powered By Blogger

mercoledì 13 luglio 2011

Petali di candore

In un oceano di rumore, ho sentito per la prima volta la tua voce. Ti ho scorto sulla riva dell’anima, eri sola e impaurita e cercavi riparo dalle tempeste che hanno ucciso il tuo passato. La leggerezza dei tuoi passi non lasciava traccia del tuo passaggio, eri una bambina così dolce e sensibile. E’ stato proprio su quella spiaggia che ti ho incontrata, era un sogno? Era una bugia? Credo che lascerò decidere a te. La mia meta era l’oceano, cercavo la schiuma delle sue onde per lavare via le bugie impresse sul cuore. Il soffio del vento trascinava con sé le paure che nascondevi, riuscivo ad assaporarne il gusto delicato, se ti ho incontrata lo devo al vento, è stato lui a condurmi da te. Tu mi sei stata donata dal cielo affinché riordinassi i frammenti del tuo cuore e ricucissi le ferite sanguinanti che portavi con te. C’è un tempo in cui le parole ci conducono sulle stelle più luminose, c’è un tempo in cui le parole ci spingono nell’abisso della vita. Credo che esista una strada sulla quale potremmo incamminarci, tu ed io, perciò lasciate che le stelle risplendano stanotte affinché il nostro viaggio sia luminoso e puro come la neve. Non c’è ragione di cui preoccuparsi ora, posa la tua anima delicata sulla mia pelle e lascia che il cuore si riposi. Se una notte non tornassi a casa, ti prego non pensare che ti ho lasciata sola, sarà soltanto perché avrò bisogno di raccogliere le stelle per illuminare il nostro percorso. Queste parole sono per te che ora sei sospesa tra il risveglio da un incubo e l’inizio di un sogno. Sono stato seduto per molto tempo da solo al buio, ascoltavo la porta bussare ma non ho mai avuto il coraggio di rispondere alle visite del destino. Poi all’improvviso arrivasti dietro di me, sentii il suono del tuo respiro, eri così vicina con le labbra ma lontana con la mente. Sara, cosa ti ha fatto cambiare idea? Eri così facile da osservare, così difficile da definire.  Se passassi ancora sulla mia via, puoi stare sicura che farei sempre del mio meglio per accoglierti e offrirti un riparo dalla tempesta. Quando la sera sfuma e appaiono le stelle e non c’è nessuno ad asciugare le tue lacrime, potrei stringerti per un tempo indefinito e proteggerti dalle bugie dell’amore. Dicono che l’ora più scura è appena prima dell’alba, ma ora non ha più senso da quando condivido la notte tra le tue braccia.