Al mio amico, lo scrittore.
Qualcosa
che non ho mai detto abbastanza, ti voglio bene. Neanche mio padre lo dice
spesso, credevo di essere diverso , ho pensato di esserlo ma nel lungo
pellegrinaggio del nostro cammino non si può che ritornare a ciò che
conosciamo. Mi dispiace se per lungo tempo non ho ascoltato le tue paure. Ti ho
sempre detto che non leggevo i tuoi racconti, ma mentivo. Li ho letti tutti, ma
non ho mai saputo parlarne con te, non mi piacevano i sentimenti. L’idea che
potessero maledettamente ricamare il mio vestito migliore mi ha sempre spaventato.
Conosco benissimo la libertà d’immaginazione degli scrittori, ma ho sempre
avuto la sensazione che tu non attingessi nulla da tale libertà. Nella più buia
strada di campagna e dal sedile del passeggero ho abbassato il finestrino e ho
iniziato a seguire la scia delle stelle come se tu mi stessi riportando a casa.
Io ti ho chiesto qual è la differenza fra una stella cadente e te. Tu mi hai
sorriso ma non hai risposto. Sarò il tuo orgoglio nei giorni più brutti, la tua
felicità e il tuo migliore amante quando avrai bisogno di sapere qual è la
direzione giusta per trovare riparo dalla tempesta. E’ così che la vita
procede: i ragazzi diventano uomini, gli uomini diventano padri e ognuno di
loro deve lavorare per ottenere il meglio da se stesso. Forse io non sono
ancora pronto ed è per questo che con questa lettera cerco le stesse
indicazioni che cercherebbe un pellegrino disperso tra il nulla e l’addio, so
che i tuoi disegni fatti di parole spesso celano tragitti inesplorati fatti di
speranza e allora mi aggrappo a ogni singola parola in attesa che le cose mi
portino altrove. Tu cerchi me ed io cerco te, entrambi siamo rimasti sospesi
sul filo delle nostre tensioni, nessuno di noi due ha mai teso la mano in
soccorso dell’altro soltanto per paura di sprofondare nello stesso vuoto che ci
ha sempre spaventato. Sarò il tuo specchio, rifletterò quello che sei e quando
penserai che la notte oscurerà la tua mente io sarò pronto a illuminare la
solitudine. Non so come le cose siano cambiate, un attimo prima eravamo
impenetrabili, niente poteva toccarci e poi di colpo il nostro cuore ha
iniziato esplodere fuori dal petto, esposto alla recrudescenza degli elementi. Amarti
è stata l’esperienza più profonda e dolorosa della mia vita, come amico avevo
promesso di proteggerti dai pericoli del mondo senza accorgermi che ero io quello
che avrebbe finito di farti più male, un uomo nobile nel pensiero e debole nell’azione.
Si sta facendo buio, troppo buio per vedere.
