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giovedì 20 febbraio 2014

Le geometrie delle emozioni

Mettere in discussione l'esistenza del mare non servirà a comprendere se vi sia un oceano sufficiente per placare l'enorme sete d'amore che inaridisce le nostre vene. Ti aspetterò fra le rive di queste spiagge cancerose mentre strapperò le pagine della nostra vita giorno dopo giorno. Mostrami come le stelle danzano mentre celebro questa strana illusione con la pazienza di un girasole. E' come se fossimo le parole di un libro che amiamo: leggerlo lentamente e accorgersi dell'infinito spazio che divide una parola dall'altra. Posso ancora sentire la dolcezza delle tue parole, ma sono prigioniero dello spazio infinito che divide ogni significato dall'altro. Prigioniero di un luogo che non ha spazio e non ha tempo, questo è ciò che sono ora: una frazione di vuoto fra i caratteri di un libro a cui non appartengo più. Il passato è soltanto una storia che raccontiamo a noi stessi, ma è l'errore più geniale che sia mai stato inventato per renderci fragili all'idea di amare. La città è ancora addormentata, mentre io vi spio e mi commuovo per l'incredibile somiglianza che ci lega nel silenzio dell'indifferenza. Mamma lo stomaco mi fa male, è il dolore della paura che sfugge alla violenza della razionalità e si rifugia nel grembo della passione. Ora che non ci sei più è come se quel sottile cordone ombelicale che ci teneva legati si fosse assottigliato sempre di più, e si fosse esteso verso deserti che non conosco. Sento che sta per spezzarsi e non so ancora se sono pronto ad accettare questo. Le parole sono così difficili da dimenticare, così facili da odiare ma è tutto ciò che mi è rimasto per dare una forma ed un colore all'espressione dei sentimenti. Dall'ultimo piano sull'infinito, con la complicità della notte che avvolge il cielo, dalla finestra che dà sull'infinità del mare i sogni naufragano in viaggi verso rotte ignote. Il tuo respiro mi ha dato vita e  ha insegnato le geometrie e la bellezza delle cose, ma è stato anche l'ultima cosa che ho sentito prima che la parola fine scorresse fra le lacrime della vita. Un giorno partirò per un lungo viaggio e quando sarò stanco di peregrinare, mi sdraierò sulla luna e osserverò con incredibile avvolgimento il cielo stellato, ignaro che il tempo mi allontani milioni di chilometri dai dolori del passato. Infinità di domande entreranno in collisione con la gravità dei pianeti, ma se ci sarai tu nei miei pensieri a preservarmi dai milioni di chilometri di sospensione, non avrò più paura della solitudine. 

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