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domenica 10 aprile 2011

Lettera mai scritta

Tengo stretto fra le mani questo misero foglio di carta, non so se sia una richiesta o una preghiera per la mia anima. Duecento parole per descrivere il vuoto intorno a me. L'era glaciale è tornata, gela con estrema freddezza i cancelli del cuore. L'oceano è carico di rabbia, il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni. Viviamo nella speranza che le emozioni di un istante non si spengano mai. Ti ho coltivato nei giardini segreti della vita, e mentre tu fiorivi con la stessa dolcezza con cui un ciliegio fiorisce d'estate, ti spiavo e mi commuovevo. Ora che la tempesta ha strappato le tue radici e ti ha spazzato via dal carezzevole rifugio dei miei palmi, non so più cosa desiderare. Un pallido raggio di luna lacera l'intimità della notte, attraverso la finestra socchiusa riesco a scorgere le immagini di te sbiadite dal profumo di questi anni morti. Le mie mani sospese nel vuoto disegnano confuse presenze nostalgiche, per te sono nato, per te sono vissuto, per te morirò. Sono stato in un'altra vita fatta di fatica e dolore, vagavo per i deserti dell'anima senza un dove, né un perché, alla ricerca di domande senza risposte. Ho bussato alla porta di incantevoli castelli di sabbia mentre grondavo sangue e sudore sotto il torrido sole del deserto. Una notte ho pensato di errare in una terra senza confine, inseguendo la bellezza delle cose senza un fine. Non riesco a esprimere ciò che vorrei dire: non è mai stato un mio compito rendere il mondo migliore. Il sonno della ragione mi ha concesso per un breve istante la gioia di ritrovare le soffici carezze della spuma delle piccole onde che si infrangono sulla riva dei desideri. Quanto avrei voluto lasciarmi cullare dall'amorevole ventre del mare, addormentarmi e infine risvegliarmi tra le labbra dell'aurora che l'orizzonte indora. Se solo tu fossi qui, ti aiuterei a ritrovare l'equilibrio che hai smarrito nel corso di questi anni sprecati, trascorsi a trovare rifugio dalle tempeste che ci hanno investito. Ricordi com'era bello condividere la nostra infanzia nella stessa stanza? Lascio che l'eco dei mie pensieri ti raggiunga ovunque tu sia, io ti aspetto qui.

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