Ricordi com’era bello quando la vita riempiva l’oceano? Ricordi le spiagge deserte alle prime luci del mattino? La meravigliosa sensazione di essere cresciuti e credere che tutto ciò che abbiamo desiderato da bambini era finalmente stato ottenuto; ora cosa altro può essere desiderato? Con il tempo ho scoperto che era la speranza di tutto ciò che avrei voluto essere che mi faceva sperare cose impossibili. Oggi il sole splende freddo sul cielo grigio e tu non sei più qui con me. Un sonno definitivo, neanche una parola dalla mia bocca tagliente alle tue orecchie. Ogni notte ricordo le parole che mi dicesti quel giorno che hai deciso di prendere una strada diversa dalla mia: ”Questo sentiero sembra buio ma immagino sia il più breve”, forse è colpa mia se adesso sono qui a chiedermi dove sei, quando avrei potuto sporgere la mano e invitarti a riflettere su ciò che stessi per fare. Prova a guardare attraverso i riflessi del tempo e trovare la tua armonia, dimmi tutto quello che hai visto, tutto ciò che ti ha fatto stare male quando eri lontano da casa e non pensavi alle lacrime di tua madre. Se potessi verrei a insegnarti la via per l’azzurro, così che tu possa ritrovare la serenità degli anni che hai smarrito nel deserto. Inizia a nevicare, la città arrugginisce e i fiumi si bloccano, sono questi gli attimi in cui la riflessione prende il sopravvento sull’istinto e la vita si arresta insieme ai battiti del mio cuore. Quando l’abitudine lacera le cicatrici dell’anima e le speranze sono poche le emozioni non cresceranno più. Mi stringi nei ricordi dei sorrisi uccisi, riesco a sentire il tuo respiro sul mio orecchio. Pezzo per pezzo, crolla l’idea di me che c’è nella tua testa, una casa così bella, un giardino così verde. E’ strano pensare improvvisamente che ogni sofferenza che accusiamo è il riflesso di una sofferenza che abbiamo causato nel cuore di una persona che in questo momento forse ci sta pensando. Non mi mancano le cose che non ho mai avuto e non mi illuminano le stelle che non ho mai visto, ma so che manchi tu, perché tu sei stato e continuerai a essere l’orizzonte che ammiro ogni alba dalla riva di questo oceano immenso. Ora provo a stringere tra le mani il tempo che accelera inesorabile e ti spinge con la corrente al di là mare, l’aria è più nebbia che altro e pesa più della paura. Ho seminato delle stelle lungo il viale che conduce dall’uscita degli incubi fino a casa, così quando una notte vorrai tornare avrai la strada illuminata dal calore delle stelle. Ho riempito d’oro il mattino, così avrai la mia luce lungo il cammino.

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