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domenica 22 febbraio 2015

Scotland's shame

Il cielo di Kirkwall è diverso da qualsiasi cosa che abbia mai visto, aver vissuto in riva al mare e avere avuto la possibilità di osservarlo incontrarsi con l'orizzonte dalla mia finestra, mi ha fatto sentire parte del tempo. Nelle notti d'estate il cielo assumeva i contorni di un quadro, il blu luminoso del cielo scozzese rendeva il riflesso del mare così abbagliante da non poterlo neanche guardare. Altre volte enormi masse di nuvole nere rotolavano attraverso l'immensa distesa oceanica atlantica pronta a lasciarmi naufragare in una magnifica tempesta emozionale. La finestra socchiusa in una notte di giugno sperando che il passato scivolasse via e si disperdesse tra le infinite direzioni del mare, e la paura che tutto il dolore si modellasse fra gli sbuffi di nuvole che giungevano da ponente. Sai, riesco a controllare il tempo con i miei stati d'animo, ma non riesco proprio a controllare i miei stati d'animo. Ciò di cui ho più paura è la natura, spesso ho la sensazione che l'odio umano si trasformi in tempesta, e la natura la invii come vendetta che porta il suo veleno tra le correnti oceaniche. A volte sembra che i fantasmi del passato decidano di riunirsi e affollare la mente. Non sono più felice di essere nascosti nel buio, ci sono stati troppo tempo, sono arrabbiati e chiedono attenzione. I fantasmi graffiano la strada del passato in attesa che il futuro li sprigioni. Quando hai detto che mi volevi bene, come potevo sapere che poi mi avresti ferito? Forse è per questo che ho deciso di salpare alla ricerca di frammenti smarriti. Lungo il tragitto che mi separava dai ricordi ho incontrato piccole navi con i motori spenti che aspettavano un segno dal faro lontano, di notte ho invocato segnali dall'universo alla ricerca di un codice stellare che illuminasse il percorso verso i cieli del nord. Ci sono verità nascoste sotto la superficie delle parole, emergono tra le onde che si infrangono sulla battigia e scompaiono senza lasciare alcuna traccia. 

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